Maryam Mirzakhani, raccontaci la tua storia!

Le storie dei matematici del Matecalendario 2026

Ciao, mensilmente pubblicheremo i video integrativi da utilizzare insieme al Matecalendario 2026, alle schede didattiche e alla Guida Dodici 26.

In ciascun video potrete trovare la storia dei matematici a cui è dedicata la sfida, raccontata direttamente da loro ed inoltre il testo scritto da utilizzare in classe. 

Immagine di Cristina Sperlari

Cristina Sperlari

Autrice Matecalendario e Guida Dodici 2026.

La storia di Maryam Mirzakhani

Ciao bambini, io mi chiamo Maryam Mirzakhani e abito a Teheran, la capitale di un Paese chiamato Iran.

Quando ero bambina amavo tantissimo leggere, inventare storie e disegnare. Potevo passare ore tra libri e fogli pieni di figure colorate. Ma c’era una cosa che proprio non mi piaceva: la matematica!

La mia insegnante mi diceva spesso che ero troppo lenta e che dovevo impegnarmi di più. Così iniziai a pensare che la matematica non fosse proprio fatta per me! Preferivo rifugiarmi nelle storie e nelle avventure che inventavo assieme alla mia amica Roya. Sognavamo di diventare scrittrici e di creare insieme mondi fantastici…

La sera spesso mi piaceva far addormentare la mia sorellina più piccola raccontandole delle storie inventate da me. Una sera ero un po’ arrabbiata perché la lezione di matematica a scuola era andata molto male. Così inventai la storia di un supereroe che voleva eliminare la matematica da tutte le scuole del mondo! 

Mio fratello Alì, il più grande, a quel punto si alzò dal letto, mi si avvicinò e mi fece riflettere: mi disse che la matematica non era poi così male. Anche la matematica poteva raccontare storie meravigliose: le storie di grandi personaggi che avevano risolto misteri incredibili!

Ad esempio, mi raccontò di un bambino che aveva trovato un modo furbo e veloce per risolvere un problema molto difficile. Si chiamava Friedrich e aveva solo 9 anni, ma era riuscito a sconvolgere e impressionare il suo maestro, che fino ad allora lo aveva trattao male e aveva pensato che non fosse bravo in matematica!

In quel momento pensai che forse la matematica poteva davvero essere interessante…se solo avessi trovato il modo giusto per capirla…

L’anno dopo successe qualcosa di molto importante: a scuola arrivò una nuova insegnante. Con lei scoprii la geometria: incredibile! Era come magia! Linee, forme e figure prendevano vita davanti ai miei occhi. Finalmente la matematica sembrava diventare concreta…sembrava uscire dal libro e diventare un disegno affascinante che si distendeva nell’aria…sembrava un paesaggio misterioso da scoprire in tutti i suoi incredibili dettagli!

Iniziai a vedere la matematica come una storia, accompagnata da splendide immagini e illustrazioni. Immaginavo sfere, linee, forme particolari… e mi facevo sempre più domande. Più imparavo, più mi appassionavo. Anche Roya si appassionò insieme a me, e diventammo sempre più brave.

Decidemmo di partecipare a una gara internazionale di matematica. Ma c’era un problema. In Iran nessuna ragazza aveva mai partecipato a una gara di matematica! Sembrava impossibile! Ma quando io e Roya andammo a parlare con la Preside della nostra scuola, lei ne fu entusiasta e ci incoraggiò dicendo: “C’è sempre una prima volta!”.

Così partecipammo alla nostra prima gara e vincemmo una medaglia, ma io volevo migliorare ancora. Continuai ad allenarmi e, l’anno dopo, vinsi il primo premio!

A quel punto capii che volevo diventare una matematica. 

Non è stato sempre facile: a volte non capivo subito le cose. Io stessa mi definisco una “matematica lenta”: a volte per arrivare alla soluzione di un problema ci devo pensare per molto tempo. Ma sapete che cosa mi ha sempre aiutato? Disegnare!

Disegnando potevo visualizzare le immagini che avevo nella mente e renderle concrete. Così capivo e riuscivo a vedere qualcosa di cui magari all’inizio non mi ero accorta. 

Usavo la fantasia. Disegnavo tutto, mi mettevo per terra e riempivo fogli enormi di figure, cercando di “vedere” la matematica con gli occhi della mente.

Diventai una grande matematica e anche un’insegnante. Mi piaceva raccontare la matematica come una storia, piena di avventure e sorprese. Studiavo problemi difficili, ad esempio cercavo di capire come poter trovare il percorso più breve su forme strane, come sfere o ciambelle! 

Un giorno elaborai un Teorema che venne chiamato “Il teorema della bacchetta magica”, perché funzionava quasi come per magia e risolveva molti problemi su cui gli scienziati si stavano interrogando da secoli! Le mie idee aiutarono molte persone nel mondo. 

Un giorno ricevetti una notizia davvero incredibile: avevo vinto la Medaglia Fields, il premio più importante per i matematici! Sono stata la prima donna a riceverlo!

Ero molto felice, ma dentro di me ero sempre la stessa bambina che amava disegnare e inventare storie.

Se posso dirvi una cosa, è questa: anche se qualcosa sembra difficile all’inizio, non significa che non faccia per voi! Con curiosità, immaginazione e un po’ di pazienza, potete scoprire mondi meravigliosi!

Io l’ho fatto… e non me ne sono mai pentita!

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