- valore ordinale (i numeri hanno un ordine)
- valore cardinale (i numeri possono rappresentare una quantità)
- valore sequenziale (i numeri stanno in sequenza)
- valore nominale (ogni numero ha un nome)
- valore di codice (i numeri possono servire come riconoscimento)
- valore di misura (i numeri servono a misurare le cose)
Valore ordinale
I bambini ne fanno esperienza soprattutto con la “conta dei numeri”, che è ordinata e loro la sanno recitare fin da piccini: uno, due, tre, …; oppure fanno ricorso al valore ordinale quando si mettono in fila; quando fanno una gara di corsa e alla fine verbalizzano l’ordine di arrivo; se devono ricostruire una situazione, anche semplice, e riordinano le sequenze; quando sono in grado di verbalizzare in ordine le classi della scuola primaria o i piani di un palazzo; per costruire un gioco, per esempio con il lego, devono seguire le istruzioni in modo ordinato; …
Valore cardinale
Valore sequenziale e nominale
I numeri nella conta stanno in una sequenza precisa: il 2 viene prima del 3 e dopo l’uno. I bambini stimolano queste funzioni numeriche recitando la conta dei numeri, completando ritmi grafici, musicali o di movimenti, riconoscendo i simboli dei numeri (che, come loro fin da piccoli sanno, sono ben diversi dai simboli linguistici), facendo stime di conteggio di insiemi di oggetti a cui viene aggiunto o tolto un elemento, … oppure anche cercando di scoprire qual è “il numero più grande” e pian piano rendendosi conto che se ne può sempre trovare uno “più grande ancora”…
Valore codice
Ci sono dei numeri che non hanno significato né di quantità né di ordine, né di misura, ma servono solo come codice, per esempio, di riconoscimento: il nostro numero di telefono è un codice, così come i numeri civici delle case, oppure i numeri dei “codici segreti” e delle password, o ancora i numeri disegnati su magliette o vestiti, che non hanno altra funzione se non quella decorativa e di riconoscimento.
Valore di misura
Alcuni numeri servono per esprimere misure: quanto sono alto, quanto peso, il numero di scarpe, che giorno è oggi, che ore sono, quanti soldi mi servono, …
- la capacità di organizzare lo spazio percettivo (il bambino deve essere in grado di posizionare o osservare gli oggetti da contare, in modo da poterli organizzare per contarli una sola volta senza confondersi ed eventualmente collocarli nello spazio che ha a disposizione)
- la capacità di percepire ogni oggetto come unità distinta (in modo da poterne contare uno per uno)
- la capacità di esplicare l’attività motoria connessa con il contare (per esempio, toccare l’oggetto mentre lo conta, spostarlo, ecc…)
- la capacità di stabilire una corrispondenza biunivoca (toccare/spostare/… solo un oggetto ogni volta che si recita un numero)
- la capacità di esprimere correttamente la sequenza verbale (il bambino deve conoscere la cosiddetta “conta” dei numeri nella sequenza corretta)
- la capacità di applicare il concetto di reversibilità (se si contano degli oggetti, poi si rimescolano sempre gli stessi, la quantità non cambia; questa capacità di solito è l’ultima che acquisiscono i bambini)
Ordinare oggetti
I bambini nelle varie coppie classificano e organizzano il materiale secondo diversi criteri, del tutto personali: c’è chi li raggruppa in base al colore, chi in base alla lunghezza (pur con alcune incertezze) o chi in base a colore e uno specifico modo per costruire rettangoli. I bambini si dovranno poi confrontare in grande gruppo per scegliere il criterio più adatto a ordinare il materiale.
Contare
Contare ritmi
Contare i passi di un percorso
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