ADA LOVELACE, RACCONTACI LA TUA STORIA!

Le storie dei matematici del Matecalendario 2026

Ciao, mensilmente pubblicheremo i video integrativi da utilizzare insieme al Matecalendario 2026, alle schede didattiche e alla Guida Dodici 26.

In ciascun video potrete trovare la storia dei matematici a cui è dedicata la sfida, raccontata direttamente da loro ed inoltre il testo scritto da utilizzare in classe. 

Immagine di Cristina Sperlari

Cristina Sperlari

Autrice Matecalendario e Guida Dodici 2026.

La storia di Ada Lovelace

Il personaggio del Matecalendario del mese di gennaio è Ada Lovelace, matematica e programmatrice.

In questo video, che potrete mostrare ai vostri bambini, troverete Ada che racconta la sua storia…con un particolare accento inglese (ricordate: è nata a Londra!).

Se poi vi serve il testo scritto, lo trovate appena sotto!

Buona visione e buon divertimento con la sfida del Matecalendario 2026!

F = visione pieno schermo

Ciao bambini, io mi chiamo Ada Lovelace e voglio raccontarvi la mia storia.
Il mio vero nome era Ada Byron, quello era il cognome di mio padre. Ma poi da grande ho sposato William King-Noel, Conte di Lovelace. Ecco perché ho cambiato cognome.
Quando ero molto piccola, mio padre, Lord Byron, lasciò me e mia madre e se ne andò via di casa. Fu proprio per questo che mia madre Anne decise di prendere una decisione molto importante: voleva che io studiassi solo matematica e scienza. Aveva paura che diventassi come mio padre, che era un famoso poeta, e che la fantasia fosse troppo forte per me. Così la mia infanzia fu molto diversa da quella degli altri bambini.
Spesso ero malata e dovevo restare a letto per molto tempo. Ma non mi annoiavo. Anzi, proprio lì cominciavo a immaginare e pensare. Guardavo il soffitto e lasciavo volare la mia mente. A dodici anni osservavo gli uccelli per capire come fanno a volare, e provavo a disegnare macchine che potessero volare anche loro come gli uccelli. La mia fantasia non era scomparsa: si era solo nascosta nella matematica e nella scienza.
Ebbi insegnanti molto bravi, come il professor Augustus De Morgan. Lui capì subito che ero speciale e mi insegnò argomenti di matematica molto difficili, una cosa rarissima per una bambina del mio tempo. Però a me piaceva, ero brava e non facevo mai troppa fatica per risolvere i calcoli e i problemi che mi venivano proposti. Il professor Morgan disse a mia madre che io ero così in gamba che sarei potuta diventare un eccellente matematico! Matematico… sì, perché al tempo non c’erano donne che studiavano matematica e quindi questo appellativo era sempre stato usato al maschile!
Avevo anche un’insegnante donna, Mary Somerville, che era addirittura una scienziata. All’epoca era raro che le donne potessero studiare la scienza e anche che potessero insegnarla! Lei mi aiutò a entrare nel mondo della scienza e a conoscere persone molto importanti.
A quel punto mia madre, riconoscendo le mie capacità, cominciò a portarmi con sè durante i suoi numerosi viaggi nelle città più industrializzate, spiegandomi il funzionamento dei macchinari più all’avanguardia. Crescendo, conobbi molti scienziati importanti come Michael Faraday e scrittori famosi come Charles Dickens.
Un giorno, quando avevo diciotto anni, incontrai un uomo di nome Charles Babbage. Aveva costruito una macchina enorme fatta con ruote e ingranaggi. Questa macchina poteva fare calcoli da sola! Tutti la guardavano affascinati, ma senza capire come funzionava. Pensavano: “Bella, ma…a cosa potrebbe mai servire? Probabilmente è inutile!”. Io invece in quella geniale invenzione vidi qualcosa di straordinario. Capii che quella macchina poteva seguire istruzioni!
Parlai a lungo con Charles e lui rimase incantato dalle mie conoscenze e dalle mie capacità, così mi propose di collaborare al suo progetto. Iniziammo a lavorare insieme. Scrissi delle istruzioni precise per spiegare alla macchina cosa fare, passo dopo passo. Avevo creato il primo programma della storia, anche se allora nessuno se ne accorse.
Capivo che le macchine, un giorno, avrebbero potuto fare molto di più che contare e calcolare: avrebbero potuto creare musica, parole, idee. Ci è voluto molto tempo, ma oggi il mondo sa che avevo ragione!
Io ho imparato una cosa importante: quando la matematica e la fantasia lavorano insieme, possono nascere cose meravigliose. E il futuro può cominciare proprio da un’idea.

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